Riserve marine

Riserve marine

Riserve e Aree protette

Sono 77 le perle verdi della Sicilia, riserve naturali dove il paesaggio mediterraneo, sia esso collinare, palustre o montano, è stato in minima parte manomesso dall´uomo e dalle sue attività. Vere oasi di bellezza aperte alla fruizione dei turisti 365 giorni all´anno grazie al sistema della gestione affidata ad enti pubblici - come l´Azienda Foreste Demaniali che ad esempio gestisce il Bosco di Malabotta (Messina), Province o Comuni come la Provincia di Ragusa che gestisce la riserva del fiume Irminio - o associazioni ambientaliste - come Legambiente, Italia Nostra e WWF, che gestisce la riserva di Capo Rama a Terrasini (Palermo). Le prime ad essere istituite hanno fatto la storia dell´ambientalismo siciliano. Ecco allora che si parla dello Zingaro, con la sua linea di costa selvaggia e la rara vegetazione mediterranea di palma nana, l´antica tonnara ed i faraglioni. Oggi le riserve siciliane sono veri laboratori naturali dove la tutela della flora, della fauna, del paesaggio archeologico ed antropico si coniuga con attività didattica e di sperimentazione. Valga l´esempio dell´Isola dei Conigli di Lampedusa nell´arcipelago delle Pelagie (Agrigento), dove ogni estate si organizzano i campi di salvaguardia delle tartaruga Caretta Caretta che sulla sabbia candida è tornata a depositare le uova. A Pantelleria (Trapani) da alcuni anni - oltre a tutelare i siti archeologici e le tipiche abitazioni (i dammusi) - è tornato l´asino pantesco, praticamente estinto ma ´riassemblato´ grazie al lavoro dei ricercatori; mentre a Vendicari - nei pressi di Noto (Siracusa) - continuano a svernare gli uccelli esotici che sostano indisturbati in questo habitat tra acqua dolce, vegetazione lacustre e mare mentre si muovono sulle rotte per l´Africa. Unica per l´impatto paesaggistico e per le dimensioni della necropoli (più di 5000 tombe), è la riserva di Pantalica nella valle dell´Anapo (Siracusa). Il fiume ha scavato nei secoli il suo letto nel calcare degli altipiani Iblei, aprendo profondi canyon in mezzo ad una selvaggia vegetazione fluviale. Ed ancora straordinarie sono la riserva dello Stagnone a Marsala (Trapani) e la riserva di Trapani e Paceco in cui saline, mulini a vento e natura si coniugano in un susseguirsi di colori e scenari che, soprattutto al tramonto, lasciano a bocca aperta.

Le isole dell´isola

La Sicilia e le sue isole costituiscono un unico arcipelago fantastico, inventore di combinazioni sempre diverse, irripetibili e dal fascino unico. Atmosfere e luoghi nati dalla forza creatrice dei quattro elementi naturali e dal loro incontro con il mito che, come scrigni preziosi, custodiscono inestimabili tesori da scoprire e da cui lasciarsi conquistare.

Isole Egadi

Questo piccolo arcipelago si sviluppa nel mare antistante Trapani  e Marsala, è formato de tre isole più grandi come Favignana, Levanzo e Marettimo e l´isolotto di Formica. Le isole Egadi, situate vicino alla costa siciliana, offrono ai visitatori un viaggio basato sulla semplicità, semplicità ascrivibile alla serenità e alla pace della campagna trapanese. Le Egadi possono essere raggiunte facilmente tramite traghetti o aliscafi (20 min. per raggiungere Favignana tramite aliscafo, un ora per raggiungere Marettimo). Le isole denotano personalità differenti, Favignana è alquanto confortevole "formato famiglia", Levanzo è dotata di un fascino particolare, denotato dal suo leggero minimalismo e Marettimo è consigliata ai turisti che amano il trekking. Queste tre isole sono connesse da una soddisfacente concordanza con la natura mediterranea.

Favignana 
La maggiore delle isole Egadi, è anche quella dotata delle migliori strutture ricettive. Il piccolo paese, tutto raccolto intorno al porto, conserva ancora qualche costruzione di un certo valore, come la palazzina dei Florio e alcune chiesette barocche. Il suo nome è indissolubilmente legato alla mattanza. Qui si trova infatti la più grande tonnara del Mediterraneo, la quale, decisiva per l´economia isolana per diversi secoli, è oggi in fase di ripresa. Interamente percorribile in bicicletta senza difficoltà essendo piuttosto pianeggiante I´isola è costituita in buona parte da roccia tufacea, usata per le costruzioni da tempo immemorabile. Lungo i viottoli si aprono profonde cave, in parte scavate dall´uomo, in parte causate da sprofondamenti della roccia friabile, circondate e ricoperte da bassi cespugli. Le sue coste ricche di anfratti,calette e grotte, sono lambite da un mare turchese e limpido dagli splendidi riflessi.   Le località balneari più conosciute dell´isola sono le spiagge di Cala Azzurra e Lido Burrone e le cale rocciose di Cala Rossa e Cala del bue marino. Queste ultime sono ricche di pietra di tufo ed è possibile addentrarsi negli anfratti scavati nelle cave.

Levanzo
E´ una piccola isola con una superficie di appena   10 km quadrati e forse anche in questo consiste il suo  fascino. I primi insediamenti umani risalgono al paleolitico, com´è testimoniato dai graffiti che si possono ammirare nella Grotta del Genovese. Questa splendida grotta è stata scoperta casualmente nel 1949 da Francesca Minellono, pittrice fioretina alla ricerca di paesaggi per le sue tele.  Le incisioni , risalenti a 15.000 anni fa raffigurano cervi, equini, bovini, tonni, delfini e figure umane, ricordano quelli spagnoli di Altamura.  Molti tesori archeologici che risalgono alle guerre puniche sono stati ritrovati anche nel mare che circonda l´isola. Levanzo si offre, specie nei mesi di giugno e settembre, con semplicità al turismo   "essenziale", a coloro che amano il suo splendido mare, la tranquillità e non hanno bisogno di altro...

Marettimo 
Marettimo, la più lontana dalla costa siciliana, è forse proprio per questo la più incontaminata, ma anche la più diversa. Montuosa, a differenza delle altre due, nasconde nelle viscere delle sue grotte sorgenti d´acqua dolce ed è ricoperta di una spontanea ed incredibile vegetazione, rigogliosa ed in parte costituita da piante rarissime ed uniche. Nel minuscolo paese bianco si può alloggiare nelle case dei pescatori, dai quali si può anche affittare una barca per compiere il periplo dell´isola, l´escursione in assoluto più interessante (ciò vale anche per le altre isole), poiché consente di scoprire facilmente le bellezze più inaccessibili della costa, fra le quali, soprattutto, le grotte. Tra queste meritano un accenno quella del Cammello, della Bombarda e del Presepe, dai colori stupendi e ineguagliabili.

Isole Eolie

Lipari
Lipari è la più grande delle Eolie 37,6 kmq, dista 24 miglia marine dalla costa siciliana, è un ottimo approdo per entrare progressivamente nell´universo eoliano, potete salire sulla sua vetta più alta il Monte Chirica (600 m.) per godere di un ottimo punto d´osservazione di tutto l´arcipelago. L´isola è composta da diversi centri abitati: Lipari Centro, Piano Conte, Canneto, Quattropani, Acquacalda, Porticello. Lipari Centro ospita il Museo Archeologico Regionale Eoliano Bernabò Brea, uno tra i più interessanti del Mediterraneo, conserva le innumerevoli testimonianze della storia delle isole Eolie. 

Lipari è collegata con Milazzo, Messina, Reggio Calabria (estate), Palermo (estate) e Napoli. Vi sono due porti di attracco: quello di Marina Corta per le piccole imbarcazioni e quello di Marina Lunga per le navi e gli aliscafi, inoltre a Pignataro c´è un approdo per le barche da pesca e da diporto.

Luoghi da visitare: l´Acropoli, denominata il Castello, costituisce ancora oggi il punto focale del centro storico. Entro il perimetro delle mura posero le loro sedi le popolazioni del neolitico, quelle della prima età dei metalli, dell´età del bronzo e dell´età ellenistica, come dimostrano i ritrovamenti archeologici. Dal lato sud della Piazza Mazzini si accede alla cittadella, passando dalla porta più antica e attraversando una torre normanna. Superato il secondo passaggio, sostenuto da arcate ogivali, si trovano in ordine progressivo: la Chiesa di S. Caterina, chiusa al culto; l´abside della chiesa cinquecentesca dell´Addolorata, con ricchi altari lignei, stucchi dorati in stile barocco ed una tela del ´600 raffigurante la crocifissione; infine la chiesa dell´Immacolata. Più avanti, sulla sinistra, si trova la Cattedrale dedicata a S. Bartolo, patrono delle Eolie, fatta costruire dal normanno Ruggero I. Dello stile normanno la chiesa conserva solo le volte a crociera ogivale; gli interni, come la facciata, sono stati successivamente rifatti. All´ interno sono conservate la statua argentea di S. Bartolomeo ed una tavola del seicento raffigurante la Madonna del Rosario. Ancora più in fondo appare la Chiesa Della Madonna Delle Grazie, chiusa al culto, che raccoglie pregiati affreschi di Alessio Cotrone (1708); il palazzo vescovile, del 1753, che è posto sul lato destro della cattedrale, è adibito a padiglione del museo. Le zone più interessanti del castello sono quella del museo e quella del parco archeologico.

Salina
Il nome attuale deriva da un´antica salina, ma in passato era denominata Didyme, cioè gemella, in greco, in relazione ai due caratteristici vulcani che possono far vedere come doppia l´isola, da lontano, in particolari condizioni di luce. Anche a Salina si sono riscontrati i segni della civiltà eoliana e si è potuto appurare che l´isola è stata centro di traffici e commerci, sin dall´ età del bronzo. Già abitata in età preistorica, fu forse sede di un insediamento greco, in località Serra dell´Acqua, nel VI - V sec. a. C. Nel IV sec. a. C., nel sito dell´attuale cittadina, sorse un abitato rimasto vitale sino alla tarda età imperiale: tracce di un insediamento d´età greca e fino all´età romana imperiale, sono state messe in luce anche nei pressi di Santa Marina Salina. A Salina non bisogna tralasciare una visita al Monte Porri e al Monte Fossa delle Felci. In quest´ultimo, a quasi mille metri d´altitudine, l´antico cratere è stato colonizzato da gigantesche felci aquiline che si aggiungono alla rigogliosa vegetazione di Salina conferendole un aspetto tipicamente tropicale. Non lontano da qui, Filicudi ed Alicudi, intrammezzate dalla guglia, svettante al cielo, dello scoglio della Canna, si stagliano contro l´orizzonte. Entrambe lontane dai clamori del turismo d´assalto, le due isole offrono spazi di abbandono e di meditazione impensabili alla latitudine chiassosa della nostra civiltà. Nei pressi della Canna, fondali ricchi di spugne e di coralli offrono inaspettate scenografie per gli appassionati della fotografia subacquea. Altro luogo di grande fascino, nell´arcipelago, è costituito dagli scogli basaltici di Basiluzzo, Dattilo e Lisca Bianca che fronteggiano Panarea, con la quale, come narra Strabone, costituirono un tempo un´unica isola, Evonimos, che un cataclisma scompose in quelle attuali. Solitudini monumentali caratterizzano questo gruppo di scogli in vicinanza dei quali, da imponenti bocche di fumarole sommerse, si levano gorgoglianti bolle di vapori gassosi che, nell´antichità, furono probabile luogo di un culto dedicato ad Hefesto.

Vulcano
Appare ancora un relitto da preistoria del mondo, perennemente fumigante fra flutti e fanghi ribollenti di gas. L´orrido della bocca eruttiva si leva a 386 metri d´altezza, dove il cratere, raggiungibile senza troppa fatica e grandi pericoli, affaccia il suo crinale a dominare i porti di Levante e di Ponente, la Valle dei Mostri ed il profilo, via via sempre più lontano, delle altre isole. Interessanti da visitare le grotte dell´allume e le gallerie dello zolfo, nelle quali, in epoca borbonica, una popolazione di dannati viveva coatta e condannata all´estrazione del prezioso minerale. Sulla costa, a nord ovest dell´isola, si apre, imponente, la Grotta del Cavallo, lungo il litorale selvaggio e semideserto che inclina dolcemente verso le nere spiagge di Gelso sovrastate dalla macchia di euforbie e da contorte vegetazioni di fichi d´India.

Luoghi da visitare: escursione al Gran Cratere (il suo cono è di 500 metri di diametro) della durata di circa un´ora attraverso un sentiero che s´inerpica fino a 400 metri  da dove si può godere di uno splendido panorama sulle isole vicine. Inoltre, da non perdere un bagno nelle acque termali di porto di Levante con le sue note fumarole, la grotta del Cavallo o dell´Eremita ricca di gallerie stalattiti e stalagmiti, lo scoglio delle Sirene con la finissima sabbia nera e la valle dei Mostri a Vulcanello.

Panarea
A Panarea, sullo strapiombo di Cala Junco, Capo Milazzese conserva intatte le testimonianze di una facies culturale che qui si protrasse dal 1.440 al 1.270 a.C., dando vita ad un insediamento di notevole interesse archeologico. L´isola dista 8 miglia da Lipari, si estende per 3,4 km quadrati, con una fascia costiera di 8 km. I suoi abitanti detti  "panarioti" abitano nei tre centri principali: San Pietro, Drauto, Ditella. Tra la rigogliosa vegetazione mediterranea si scoprono sorgenti termali e fumarole, mentre dal meraviglioso mare circostante emergono numerose rocce suggestive, come Basiluzzo, Dattilo, Lisca Nera e Lisca Bianca, Bottaro, Spinazzola e Formiche.

Stromboli
Più oltre, Stromboli si leva dall´acqua con la simmetria asciutta delle sue forme perennemente coronate da fumi eruttivi. Il suo impervio approdo di Ginostra è il porto più piccolo del mondo, mentre, oltre le Sciare del fuoco, dove gemendo e sfrigolando la lava tocca il mare, si aprono, ariosi e biancheggianti, gli abitati di Piscità, Ficogrande e Scari, raccolti attorno alla mole candida della chiesa di San Vincenzo. Oltre la spiaggia vetrosa e nerissima, lambita da canneti rigogliosi dagli abissi del Tirreno, si leva Strombolicchio, il condotto primordiale del vulcano, fantasiosa scultura naturale nella quale il fuoco, l´acqua ed il vento hanno impresso il loro segno eterno.

Alicudi
Alicudi è la più giovane delle Eolie ed una delle meno esplorate. Ha un esiguo numero di abitanti, circa un centinaio e non dispone di strade carrozzabili. Contrariamente al suo versante occidentale, ricco di aspri pendii che ne rendono difficile il cammino, il versante orientale si presenta quasi interamente con terrazzamenti, segno di un passato affidato all´agricoltura. Oltre ad essere una delle isole più interessanti dal punto di vista naturalistico, vi si può ammirare il Falco della Regina, questa piccola isola rappresenta un oasi di pace fuori dai circuiti turistici più affollati offrendo alloggio in strutture ricettive di vario genere, albergo, affitta camere, bed & breakfast.

Filicudi
Come Alicudi, questa piccola e remota isola delle Eolie, è la meta ideale per un soggiorno di pace e tranquillità per chi vuole allontanarsi  dal mondo caotico di tutti i giorni. L´isola si estende per circa 10 km, ma una buona parte del territorio è occupato dal monte Fossa delle Felci (773 metri). I suoi circa duecento  abitanti, trovano posto nella parte restante, dove  si sviluppano i centri abitati di Filicudi porto e Vallechiesa, fatti di case con spesse mura bianche che ben spiccano sull´azzurro dominante del mare. In esse si può trovare refrigerio nelle ore più calde. Le strutture ricettive, due confortevoli alberghi e diversi affitta camere, offriranno ospitalità.

Pantelleria
Un´altra isola in provincia di Trapani è quella di Pantelleria, nota per la possibilità di vivere nei freschi dammusi, per la possibilità di visitare siti naturalistici come la Montagna Grande, i boschi di pini a leccio, il vulcano Monte Gibele ed i siti archeologici come le catacombe di Monastero, il villaggio abbandonato di Mueggen, la Grotta del Bagno Asciutto, utilizzata in passato come sauna e le favare. L´isola si trova a soli 37 chilometri dalla costa africana e a 47 metri da quella siciliana. L´isola e´ la parte emersa di un edificio vulcanico. Gli ultimi eventi eruttivi risalgono a circa 9.000 anni fa, mentre gli ultimi eventi sismici rilevanti risalgono alla fine del 1800. Le attuali manifestazioni vulcaniche presenti nell´isola sono a carattere secondario e sono denominate "Favare". Sono delle emissioni di vapore acqueo. Esempio fra tutte e´ la Favara Grande, posta alle pendici della gia´ citata Montagna Grande. Tra le altre manifestazioni vulcaniche secondarie occorre menzionare "I Bagni Asciutti o Stufe" (grotte naturali che presentano delle emanazioni di vapore acqueo ad altissima temperatura) e la Grotta del Freddo o "Pirtusu du Nutaru" (qui si assiste alla fuoriuscita di aria fredda prodotta dalla particolare circolazione di aria all´interno delle grotte).
Da citare, infine, le sorgenti di acqua termale presenti in tutta l´isola, come quelle del lago Specchio di Venere (conca d´origine calderica, il lago e´ composto da acque minerali saline) e quelle di Cala Gadir (borgo di pescatori). Caratteristica principale dell´isola e suo vero e proprio simbolo e´ il "dammuso", costruzione nata nel X secolo dopo Cristo. Esso si presenta con muri molto spessi e con il tetto a cupola ed e´ concepito in tal maniera per canalizzare l´acqua piovana nelle cisterne. Lo spessore del muro consente di isolare l´interno dell´abitazione in modo da autoregolare la temperatura. In tutta l´isola si trovano i resti di antiche macine di pietra lavica scolpite da artigiani fenici. Altre tracce dell´antico passaggio dell´uomo sono le "Sesi", le tombe di dignitari e capi villaggio costruite con degli enormi blocchi di pietra lavica; vicino a queste tombe si trovano i resti di un antico villaggio preistorico costiero.

Tutta l´isola offre la possibilità di fare dei giri a cavallo o di Trekking o in Bike per visitare i vari percorsi naturalistici, nonchè la possibilità di fare delle escursioni in barca per visitare le varie baie e veri e propri angoli di paradiso lungo la costa. Tanto per citare alcuni nomi, si possono fare quelli della "Ballata dei Turchi", del faraglione di "Dietro l´isola" e quello "Del Tracino" e gli scogli del Formaggio. Il visitatore amante dei percorsi naturalistici, di esperienze vacanziere qualificanti non può perdersi l´opportunità di una bella vacanza in questa isola ricca di verde che può esser degnamente ammirata in periodi primaverili o autunnali, quando le temperature miti del luogo offrono la possibilità di effettuare delle vere vacanze esclusive.